
Capolavoro di Bernardo Bertolucci che ammetto di non amare molto come regista, ma in questo caso ha creato un'opera straordinaria, un kolossal davvero immenso (5 ore di durata divise in 2 atti, 10 miliardi di budget, 2500 costumi e 12000 comparse!) che percorre 50 anni di storia d'Italia nelle campagne della "Bassa" emiliana. Il film vanta anche un cast stellare: Robert De Niro, Gerard Depardieu, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli, Laura Betti, Romolo Valli, Alida Valli e Dominique Sanda. Sottolineo l'incredibile performance di Sutherland nel ruolo dell'inquietante fattore fascista Attila affiancato dalla sempre bravissima (e anche lei inquietantissima!) Laura Betti nel ruolo della sua amante Regina; inoltre un applauso va ai truccatori che svolgoo un lavoro di invecchiamento dei personaggi davvero spettacolare e quelo del direttore della fotografia Storaro che aiuta a dipingere questo spaccato italiano come fosse un quadro, inoltre non posso non citare la colonna sonora di Morricone come al solito grandissima, nella parte sugli anni del fascismo riesce adare un senso di tensione allo spettatore come poche musiche. Il film è molto crudo, sono numerose le scene forti, ma senza arrivare all'eccesso, ovviamente sono scelte dovute per avere una rappresentazione il più possibile realistica. Purtroppo non passa praticamente mai in televisione, neanche diviso in due atti.
Per chi non lo conoscesse: in un'azienda agricola nella campagna emiliana (1900/1901) nascono due bambini, il primo, Olmo, figlio di una contadina e di padre ignoto, il secondo, Alfredo, è nipote del padrone; i due bambini cresceranno insieme diventando grandi amici nonostante la vita li porterà ad entrare in conflitto per i diferenti ruoli sociali che occupano in un'epoca di grande fermento popolare.
Noi speriamo in un mondo che riesca a migliorare la qualità della vita di tutti, l'ambiente, la possibilità di conoscere, la possibilità di comunicare, di informare e soprattutto la possibilità di cambiare tutto quello che è oggetto per distruggersi, far scomparire le armi, le guerre, la pena capitale, ecco io credo che già quello sarebbe un cambiamento enorme
Gian Maria Volontè